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Terremoto, presentato ai sindaci dei Comuni colpiti il ‘Piano casa di transizione’

«Stiamo lavorando con il Governo per affrontare il tema di ulteriori risorse. La questione dovrà essere risolta, la prossima settimana, all’interno del decreto di revisione di spesa con un intervento che, in una relazione tra Cassa depositi e prestiti, lo Stato e le banche, consenta per un valore complessivo di 6 miliardi di euro di riconoscere i danni sia per le abitazioni civile sia per le imprese». È questo l’annuncio fatto dal presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani, durante i lavori del Comitato istituzionale formato dai sindaci dei Comuni colpiti dal sisma.

«Ottenendo questo risultato – ha aggiunto Errani – faremo un grande passo in avanti. Sono convinto che lo raggiungeremo. E raggiungeremo un risultato strategico: ovvero collegare senza rotture la fase transitoria per chi non ha la casa agibile e la ricostruzione di edifici e imprese». Quello che dovrebbe essere definito è un meccanismo semplificato per chi ha subito danni (nell’ambito dell’80% con miglioramento sismico), all’abitazione o all’impresa. Presentando il riconoscimento del contributo per il ripristino, la riparazione o ricostruzione, il cittadino o l’impresa ottengono l’apertura di un conto equivalente, a costo zero, al valore riconosciuto e la banca paga lo stato di avanzamento lavoro all’imprese esecutrice.

All’ordine del giorno dell’incontro una prima valutazione sul ‘piano casa’ da attuare nella fase di transizione dall’emergenza alla ricostruzione. Il ‘Piano’ sarà dettagliato da un punto di vista tecnico da una serie di ordinanze del Commissario quando già la prossima settimana sarà approvato dal Comitato istituzionale. Durante l’illustrazione del Piano l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli ha annunciato che «la Regione ha approvato il ‘prezzario regionale’ che sarà il punto di riferimento per perizie e preventivi, lavori e appalti in edilizia: cioè per la ricostruzione»

IL PIANO CASA DI TRANSIZIONE

1- Il contributo di autonoma sistemazione.

Si avvierà un nuovo Cas (contributo di autonoma sistemazione) col fondo del Decreto 74: questo contributo scadrà quando ci sono le condizioni per il rientro nell’abitazione. Nei casi classificati B e C il beneficiario del contributo deve dimostrare che avvia i lavori in tempi ragionevoli ed è ovviamente alternativo alle altre soluzioni. I contributi ammontano a 100 euro a persona e 300 euro per le persone sole. Per gli anziani oltre i 65 anni, i disabili 200 e per i figli con età inferiore a 14 anni il contributo è di 200 euro: il tetto massimo di contributo per famiglia è di 800 euro.

2 – Gli alloggi agibili sfitti.

La ricognizione e le assegnazioni sono in capo ai Comuni. Una ordinanza del Commissario conterrà il contratto tipo e le priorità per le assegnazioni, lasciando un margine importante di flessibilità ai sindaci. Il canone è a carico del pubblico, l’assicurazione e le spese condominiali sono a carico dell’inquilino.

3 – Sistemazione edifici lievemente danneggiati.

Sarà prioritaria la sistemazione degli alloggi danneggiati in maniera lieve (classificati in categoria B e C) per accelerare il rientro a casa delle famiglie. Il costo di riparazione è coperto all’80%. L’ordinanza del Commissario conterrà le linee tecniche per gli interventi riconoscibili e per controllare corrispondenza fra la perizia giurata del tecnico incaricato e gli esiti delle schede AeDES, anche con riferimento al prezziario regionale.

4 – Agevolazione del rimpatrio degli stranieri.

La legge di conversione del Decreto legge 74 prevede che i soggiorni in scadenza da qui a dicembre siano prorogati di 12 mesi. D’intesa con il Ministero dell’Interno saranno create le condizioni per il temporaneo rientro nel paese d’origine.

5 – I moduli abitativi temporanei e smontabili.

L’utilizzo di questa soluzione dipende dal combinato disposto dei risultati delle azioni di riparazione, dei Cas e della assegnazione degli alloggi agibili sfitti. A breve un bando e contestualmente la predisposizione delle aree. La collocazione deve essere urbanisticamente rigorosa e coerente con il disegno dei piani regolatori senza prefigurare new town.

6 – Abitazioni di agricoltori.

Per i coltivatori a titolo principale e i familiari residenti in loco alla data del sisma è consentita la collocazione dei moduli temporanei nel sito prevedendo una corsia preferenziale per realizzare subito la completa ricognizione della domanda e il piano operativo con l’assessorato all’agricoltura.

7 – Alloggi Acer

Il recupero degli alloggi Acer di tutte le classificazioni sarà oggetto di uno specifico piano di intervento per accelerare i tempi di rientro.

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