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Unimore al top nella classifica del Sole 24 ore

Il migliore polo universitario “generalista” di Italia è l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, stando alla indagine condotta da Il Sole 24 ore, pubblicata nell’edizione di lunedì 16 luglio, che ha attribuito all’Ateneo emiliano ben 765 punti su 1000, collocandolo in una classifica generale che comprende gli atenei statali al primo posto fra le generaliste e al terzo se si tengono in considerazione anche le università tecniche del Politecnico di Milano e Torino (che si collocano rispettivamente al primo e secondo posto con 856 e 842 punti).

Dieci i parametri, che hanno tenuto banche dati di MIUR, Almamlaurea, Stella ed Istat,  che hanno concorso alla definizione del ranking e che hanno fatto emergere l’eccellenza di Unimore: talenti, che considera gli immatricolati 2010/2011 con voto di maturità 100 o 100 con menzione; attrattività, ovvero immatricolati nel 2010/2011 da fuori regione o stranieri; dispersione, cioè quale è la percentuale di mancate iscrizioni al secondo anno nel 2010/2011 delle matricole del’anno prima; rendimento, relativo ai crediti effettivamente ottenuti nell’anno solare 2010sul totale di quelli messi a disposizione nell’a.a.2009/2010; laurea nei tempi, ovvero quale è la percentuale di laureati in corso; affollamento, ricavato dal rapporto studenti in corso/docenti pesati, che significa calcolato sulla base del diverso peso assegnato a ordinari, associati e ricercatori; occupati, cioè quanti laureati a tre anni dal titolo lavorano; ricerca/fondi, ovvero la disponibilità nel 2010 per ogni docente di fondi per la ricerca; ricerca/fondi esterni, vale a dire la percentuale di fondi raccolta esternamente da ogni ateneo; ricerca/ personale, ossia la quota di docenti che hanno partecipato con successo a bandi PRIN – Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale.

Il primo giorno di immatricolazioni all’Unimore – ha dichiarato il prof. Aldo Tomasi,  Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – si apre con una notizia che ci gratifica molto e che conferma la bontà e la qualità del nostro lavoro di questi anni, durante i quali come Ateneo, ci siamo posti obiettivi di rigore e di continuità che ci hanno portato a risultati di grande valore come quello decretato dall’indagine del Sole 24 ore. Per quanto riguarda la didattica il nostro Ateneo è da anni che si distingue ed è considerato fra i migliori e ciò grazie ad una politica di investimento sui servizi rivolti agli studenti e su una offerta didattica che è stata resa più snella e più essenziale negli anni passati e che si sta mantenendo inalterata, garantendo così  agli studenti quella continuità nei piani di studio che è necessaria per raggiungere livelli di alta qualità. Sul fronte della ricerca la classifica del Sole ci gratifica perché conferma che anche in questo campo abbiamo fatto bene, riuscendo in particolar modo ad attirare fondi di investimento per la ricerca all’esterno, attingendoli dal territorio e dalle imprese con cui da anni l’Unimore ha costruito un dialogo e un sodalizio fondamentali.”

 

Al top nella ricerca, molto bene nella didattica

Addentrandosi nei dettagli dell’indagine emerge che Unimore si colloca, sempre fra gli Atenei generalisti, al primo posto per quanto riguarda la ricerca, mentre per la qualità della didattica è superata di poco da Pavia. Accostando a ciò anche un confronto sul un piano regionale, l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, supera le università di Bologna, Ferrara e Parma  per la maggioranza dei 10 parametri considerati per la definizione della classifica.

Se già da anni Unimore si colloca al vertice per la qualità della didattica – afferma il prof. Tommaso Minerva, delegato d’Ateneo alla didattica – e il dato viene sostanzialmente confermato anche da questa indagine, acquista  molta importanza  la valutazione per quanto riguarda il fronte della ricerca. Unimore partiva infatti  da valutazioni non eccellenti,  ma le politiche attivate negli ultimi 3-4 anni hanno consentito di giungere al vertice anche in questo ambito, strategico sia per l’Ateneo sia per il territorio. Unimore si qualifica, dunque, come un Ateneo in cui vige un equilibrio di alta qualità tra didattica e ricerca ed è noto come  didattica e ricerca siano entrambe due aspetti immancabili perché si  alimentano e si stimolano reciprocamente. Questo è il miglior contributo che l’Università può dare per lo sviluppo del territorio e del paese.”

 

Le performance parziali di Unimore e un confronto regionale

Nei parametri che concorrono a definire la qualità della didattica emerge in particolar modo la capacità di Unimore di laureare i suoi studenti nei tempi “giusti” (50,6 percento – 4° posto assoluto. Parma 41,2 percento, Bologna 40,1 percento, Ferrara 33,1 percento) e dimostra capacità di mantenere bassa la percentuale di dispersione dei suoi iscritti ( 7 percento – 8° posto assoluto. Ferrara 13,7 percento, Parma 14,5 percento, Bologna 17,3 percento). Buoni anche i risultati in tema di affollamento, dove Unimore vanta un miglior rapporto fra il numero di docenti e quello di iscritti raggiungendo il 14esimo posto assoluto. Ferrara, Bologna e Parma dimostrano una maggior grado di affollamento rispettivamente collocandosi al 28esimo, 31esimo e 33esimo posto in classifica.

Rispetto al tasso di occupazione a tre anni Unimore ottiene ottimi risultati: sedicesima sul piano nazionale con il 75,9 percento di occupati mentre Parma, Ferrara e Bologna seguono ancora una volta collocandosi rispettivamente al 20esimo, 26esimo e 29esimo posto in classifica.

Nei parametri che contribuiscono a definire la qualità della ricerca Modena e Reggio si piazza al 15esimo posto assoluto nella disponibilità di fondi per la ricerca, prima di Ferrara (17esimo posto), Bologna (22esimo) e Parma 39esimo). Molto bene fa Unimore, stando al parametro che calcola il rapporto fra la ricerca e i fondi esterni dove si colloca al settimo posto fra le statali (86,7 percento) seguita da Parma (18esimo posto), Ferrara (28esimo posto) e Bologna (49esimo posto).

Per quanto riguarda l’indicatore che considera il numero di docenti che hanno partecipato a bandi Prin e Firb, Unimore risulta sesta, preceduta in questo caso da Ferrara (al secondo posto assoluto), ma seguita da Bologna (24esima posizione) e Parma (38esimo posto).

 

Metodologia della ricerca

L’aggiornamento. Di ogni parametro è stato utilizzato il dato più aggiornato disponibile.

Il criterio. Gli Atenei sono messi in graduatoria per ogni indicatore. Al primo classificato vengono assegnati 100 punti, agli altri un punteggio progressivamente e proporzionalmente inferiore. Fino a zero. La graduatoria generale è la somma dei punteggi di ogni classifica.

Gli handicap maggiori che caratterizzano Unimore anche riguardo al confronto con gli Atenei dell’Emilia Romagna, derivano dalla sua relativa scarsa attrattività, in quanto è appena 33esima per numero di studenti che si immatricolano da “fuori regione”e solo 24esima per capacità di attrarre talenti.

Conosciamo i nostri limiti e pur essendo considerati l’Ateneo ‘generalista’ migliore in Italia - continua il prof. Tommaso Minervavogliamo migliorare ulteriormente. Per migliorare la nostra capacità di attrarre talenti è stata recentemente avviata l’iniziativa ‘Top Students’ che consente agli studenti migliori di avere un esonero parziale dalle tasse. L’esonero diventa totale nel caso in cui lo studente ‘Top’ provenga da fuori regione. In questo modo cercheremo di attrarre i migliori e contestualmente aumentare il numero di studenti provenienti da fuori regione. Anche se, non lo nascondo, crediamo che il modo migliore per attrarre l’eccellenza sia quello di continuare a offrire un Ateneo sempre attento agli studenti e sempre al ‘Top’”.

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