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Draghetti a Cancellieri: “Sbloccare la situazione profughi del nord-Africa”

“L’importante sforzo delle nostre comunità locali rischia di venire pregiudicato dalla mancata definizione dello status giuridico delle persone entrate in Italia dopo il 5 aprile 2011 attualmente ospitate nei centri di accoglienza e in particolare nei confronti dei profughi in fuga dal conflitto libico, ma aventi cittadinanza diversa da quella libica”. Si apre con queste parole la lettera, condivisa dalla Conferenza metropolitana dei Sindaci e dal Tavolo tecnico di coordinamento per la gestione dell’emergenza nord-Africa, che la presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti ha inviato nei giorni scorsi al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri.

“Le autorità di protezione civile e quelle di polizia nell’indecisione del comportamento da tenere per regolarizzare la posizione amministrativa dei profughi, hanno optato per far presentare a tutti, in modo pressoché automatico, la domanda di protezione internazionale, pur consapevoli che tale via non avrebbe portato a una soluzione del problema, ma solo a prendere tempo”.

In questo modo – sottolinea il documento – le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, già oberate da migliaia di domande d’asilo giacenti, si trovano a dover valutare situazioni di emergenza umanitaria la cui prima e principale competenza è invece del Governo.

Sono attualmente 1380 – si ricorda nella lettera – le richieste di protezione internazionale avviate dagli ospiti delle misure d’accoglienza predisposte dalla Protezione Civile pendenti davanti alla Commissione Territoriale di Bologna.

Alla luce di quanto sopra e dell’estensione dello stato di emergenza già disposto dal Governo fino alla fine del 2012 in accordo con le Regioni e i territori locali (tutti coinvolti nell’accoglienza dei profughi), nel documento si chiede che Presidenza del Consiglio e Ministero dell’Interno operino per riconoscere una forma di protezione umanitaria temporanea analoga a quella accordata ai migranti dal nord-Africa arrivati prima del 5 aprile 2011.

Contestualmente, la presidente invita il ministro Cancellieri a valutare la possibilità di estendere oltre la fine del 2012 lo stato di emergenza, qualora a quella data fossero ancora in corso le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale o umanitaria.

Infine Draghetti evidenzia l’opportunità di valutare il possibile ampliamento dello SPRAR (Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati) in modo da consentire l’inserimento dei progetti di accoglienza di titolarità degli Enti locali attualmente coinvolti nella gestione dell’emergenza nord-Africa.

“Sono circa 400 i migranti provenienti dal nord-Africa presenti nelle strutture di accoglienza del territorio provinciale. Ogni migrante accolto ha avuto la possibilità di avere un orientamento nella sua lingua, di imparare l’italiano, di essere impegnato in attività di volontariato e di essere supportato laddove ne sussistevano le condizioni nella ricerca di un lavoro”.

“Davanti all’incertezza sulle possibilità concrete di permanenza sul territorio italiano dei profughi della Libia – ribadisce infine il documento – l’intenso lavoro svolto nelle nostre comunità rischia di essere pregiudicato con grande spreco di risorse umane e finanziarie per il Governo e per i territori”.

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