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Elektra di Hugo von Hofmannsthal in scena al Teatro Fabbri di Vignola

Al Teatro Fabbri di Vignola il 23 e 24 gennaio sarà in scena uno dei capolavori del decadentismo: l’Elektra di Hugo von Hofmannsthal. Scritta nel 1903 e ambientata in una Grecia anti-classica, l’Elektra di Hofmannsthal è un testo poetico che si colloca tra poesia e drammaturgia, lontano dall’epica sofoclea e arricchito da una musicalità imprescindibile.

Hoffmannstahl con la sua Elektra ci conduce nel pieno dello spirito della Mitteleuropa, dello Jugendstil viennese, dell’epoca delle grandi scoperte sull’inconscio, fortemente influenzato utilizza una lingua molto vicina a quella che Freud dispiegava nell’interpretazione dei sogni e l’incisione psicologica dei personaggi si staglia su sfondi, paesaggi e atmosfere fortemente onirici.

Si tratta di un testo profondamente suggestivo, ricco di livelli di lettura e di spunti interessanti: è innanzitutto un “testo poetico”, un’attualizzazione dunque molto libera, autonoma, vicina al sentire del decadentismo, rispetto al classico sofocleo così epico e rigoroso.

La rottura con la tradizione classica avviene, oltre che attraverso il linguaggio, soprattutto per mezzo di una Elektra intenta più a ragionare più che a muoversi, vuole uccidere ma non riesce a farlo, l’azione le è negata e può solo immaginare il matricidio.

Elektra così non è più solo l’eroina sofoclea ma un essere impossibilitato ad agire, chiuso nella prigione-manicomio della sua stessa mente, così appare a Hofmannstahl l’uomo contemporaneo, chiuso in un angusto recinto di dubbi e smanie, che di fatto non gli permettono di trasformare in atto gli stimoli vitali.

Il linguaggio del poeta tedesco è infatti immaginifico e intensamente musicale, dato che la sua funzione è di introdurci in un mondo sotterraneo, ossessionante, claustrofobico.

Perché tale è la situazione che vive la protagonista, Elektra lacerata fra il desiderio lancinante di vendicare il padre uccidendo la propria stessa madre Clitemestra, e l’incapacità di passare all’azione.

Le parole in poesia di Hofmannstahl hanno il compito di scagliare addosso allo spettatore una serie di immagini e suoni atroci e bestiali per condurlo immediatamente in uno spazio-prigione popolato di mostri, personaggi deformi nel corpo e nell’anima.

Ma c’è di più: pur cercando riferimenti e suggestioni per la costruzione del suo testo nei grandi autori del passato, Hofmannsthal viene soprattutto influenzato dalle grandi scoperte sull’inconscio dell’epoca, c’è un tentativo dell’autore di costruire una lingua molto vicina a quella che Freud utilizza nell’interpretazione dei sogni.

Molto di ciò che era nell’aria della Vienna di fine secolo, Hofmannstahl l’ha trovato negli studi sull’isterismo di Breuer e di Freud, ma le nuove interpretazioni psicologiche e analitiche sulla mente sono accolte dal poeta in funzione di paesaggi, di atmosfere.

L’’ambientazione voluta da Rifici ( la scenografia dello spettacolo è firmata da Guido Buganza) prende tali considerazioni e pone la vicenda in un palazzo distorto, con personaggi in abiti manicomiali che vivono nell’incubo di Elektra e sarà’ Elisabetta Pozzi, una delle più raffinate e potenti interpreti del teatro attuale intensa e onirica a dare vita alla tormentata eroina , dopo il successo della Fedra di Euripide, allestita nel 2010 al Teatro Greco di Siracusa, la coppia artistica Rifici-Pozzi si ricompone, proponendo un’interpretazione fortemente espressionista del dramma.

Lo spettacolo andrà in scena martedì 23 gennaio alle ore 21.00 e replicherà mercoledì 24 gennaio alle ore 15.00. La scelta dell’orario pomeridiano è stata fatta per accogliere le richieste degli istituti scolastici del comprensorio vignolese, ma la seconda rappresentazione è aperta anche al pubblico adulto, con riduzioni particolari sul costo del biglietto, con lo scopo di creare uno scambio tra generazioni diverse e far percepire il Teatro Fabbri come un luogo aperto a tutti i cittadini .

PROSSIMI APPUNTAMENTI Venerdì 2 febbraio ore 21:00 “Le dicerie dell’Untore” con Vincenzo Pirrotta e Luigi Lo Cascio.

PREVENDITA BIGLIETTI La biglietteria è aperta il martedì e il sabato dalle 10:30 alle 18:30 orario continuato, il giovedì dalle 10:30 alle 14:00 e la sera dello spettacolo dalle ore 20:00.

I biglietti prenotati devono essere ritirati tassativamente entro dieci giorni dalla data di prenotazione, pena annullamento della prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 059/9120911 infobiglietteria@emiliaromagnateatro.com – www.emiliaromagnateatro.com

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