«Chiediamo alla Regione di rivedere la decisione, concertandola con i soggetti interessati, modificandola nei contenuti ed evitando un riferimento così caotico alla retroattività». Lo scrivono gli amministratori della Provincia e di 17 Comuni modenesi (firmatari del Patto dei Sindaci con la UE) in una lettera alla Regione Emilia Romagna, a proposito della recente delibera della Giunta che, in vista di una nuova legge regionale, fissa nuovi criteri, in applicazione delle linee guida nazionali, sull’installazione di impianti fotovoltaici, ponendo in particolare forti limiti alla diffusione di questi impianti sui terreni agricoli. La lettera, firmata da Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente, e dai sindaci, è stata inviata martedì 23 novembre in vista dell’audizione in Commissione consiliare prevista mercoledì 24 novembre.

Gli amministratori criticano le norme sull’installazione degli impianti sui terreni agricoli e in particolare «il tetto percentuale rispetto alla superficie agricola disponibile può essere anche troppo in alcuni territori, ma viene vanificato sempre dal limite di potenza insediabile in 200kwh. Tutelare e conservare il territorio non significa farlo con norme contraddittorie anche tra loro circa l’occupazione di suolo agricolo».

Per quanto riguarda il territorio modenese – si legge nella lettera – «anche decuplicando o moltiplicando a dismisura la superficie di impianti fotovoltaici installati, si raggiungerebbe una percentuale di occupazione di suolo agricolo utile ancora molto residuale e comunque mai pregiudicante lo sviluppo delle attività agricole di pregio già tutelate e che vogliamo preservare».

Critiche anche sulle «norme retroattive sui procedimenti autorizzativi in itinere che aprirebbero decine di contenziosi a comuni e province con le imprese e committenti, tra cui numerose aziende agricole, che hanno già investito risorse in studi e progettazioni per poter presentare le domande con la normativa vigente, che consente già alle amministrazioni coinvolte di scegliere e decidere se l’impatto ambientale in determinate aree è tale da pregiudicarne l’equilibrio e la tutela».

Gli amministratori modenesi concordano che «occorrerebbe fare di più per evitare il rischio di degenerazioni o una liberalizzazione selvaggia, ma non siamo in questa situazione» anche perché «l’impegno a tutela e conservazione del territorio e delle sue produzioni ed eccellenze è ben presente anche ora, negli strumenti di pianificazione territoriale finendo a quelli autorizzativi di vario genere finora rilasciati».

LA SITUAZIONE NEL MODENESE – INSTALLATI 1.692 IMPIANTI, A TERRA SOLO MINIMA PARTE

Nella lettera degli amministratori modenesi alla Regione sui criteri per l’installazione degli impianti fotovoltaici sono riassunti anche i dati sulla situazione a Modena.

Gli impianti installati sia a terra che sugli edifici sono finora 1.692 per una potenza complessiva di circa 20 megawatt e per una produzione di oltre 21 mila megawattora all’anno.

La Provincia ha calcolato che se anche tutti gli impianti di potenza superiore ai 20 chilowatt fossero su terreno agricolo (ma in realtà una parte di questi sono su coperture di edifici) si arriverebbe a un numero di 109 (6,5 del totale) con una occupazione di circa 207 mila metri quadrati di superficie (lo 0,02 per cento della superfici agricola utile) e una potenza di oltre 11 megawatt.

Tra gli impianti autorizzati spiccano quello a Concordia realizzato da Agrisolar del gruppo Aimag e quello a Guglia in un’area del monte Montanara utilizzata in passato come cava. Altri impianti sono stati realizzati anche a Carpi, Formigine, Castelnuovo Rangone, Nonantola e Sestola.

In questi ultimi anni, inoltre, la Provincia ha realizzato impianti fotovoltaici negli istituti Corni, Barozzi e Da Vinci, di Modena, nel polo scolastico di Pavullo, al liceo Fanti a Carpi, al Galilei di Mirandola, al Ferrari a Maranello, al Volta-Don Magnani a Sassuolo, al Levi di Vignola e nelle sedi dello Spallanzani a Castelfranco Emilia, Monteombraro e Vignola.

Nelle scorse settimane la Provincia ha pubblicato un bando di gara per l’aggiudicazione dei lavori di installazione e manutenzione di impianti fotovoltaici sui tetti di altri sei istituti scolastici superiori a Modena, Mirandola e Finale Emilia con un investimento di oltre cinque milioni di euro.

Per quanto riguarda il fabbisogno energetico provinciale nella lettera alla Regione si osserva che il ricorso a fonti alternative è ancora ridotto; infatti, «la composizione del mix energetico rimane sostanzialmente immutata negli ultimi 20 anni: il gas metano rappresenta sempre il 46-48 per cento dei consumi annuali, mentre i prodotti petroliferi e l’energia elettrica si ripartiscono il restante 52-54 per cento, anche qui con variazioni molto limitate».



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