Si terrà domani, 3 giugno, dalle ore 20.30, nella sala del Capitano del popolo (hotel Posta) di Reggio Emilia il convegno “Energia nucleare? Sì, per favore…”, promosso dai gruppi consiliari del Pdl di Reggio Emilia e Campagnola Emilia.

L’iniziativa, presentata nei giorni scorsi dai capigruppo Liborio Cataliotti (Reggio) e Fabrizio Tirelli (Campagnola), e dal consigliere regionale e comunale Fabio Filippi, vuole essere, come ha spiegato Tirelli, “un momento di confronto su basi scientifiche per promuovere il dibattito sul nucleare; un’occasione di pura informazione affidabile e oggettiva”.

Al convengo interverranno Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale all’Università di Modena e Reggio Emilia; gli stessi Fabio Filippi e Fabrizio Tirelli.

“Dei temi dell’ambiente – ha detto Cataliotti – si discute soltanto nell’imminenza di referendum o quando la cittadinanza è coinvolta direttamente. Nel nostro caso, nessuna di queste circostanze è presente. Con il convegno, si vuole fare informazione specifica, distinguendosi in modo netto dall’ambientalismo di sinistra, che è soltanto un ambientalismo del ‘no’. Per noi, se si vuole fare politica seria, occorre partire da dati chiari e fondati e, in questo caso, occorre spiegare il favore al nucleare, che altrimenti sarebbe soltanto impopolare”.

“Il nucleare è un tema delicato – ha detto il consigliere Filippi – che non può essere lasciato al caso. La presenza di un relatore scientifico come il professor Battaglia è una garanzia, ma il convegno è ovviamente aperto al contributo di chiunque voglia intervenire. Un ‘no’ preconcetto al nucleare è del tutto errato, come la scienza e la tecnologia ci insegnano. Non dimentichiamo che, in tema di impatto ambientale, una centrale nucleare non produce anidride carbonica: quel che esce dalle centrali è vapore acqueo. Le tecnologie sono affidabili. Le scorie, oltre ad essere stoccabili come avviene in tutti i Paesi produttori di energia nucleare, occupano spazi assai modesti. Vogliamo paragonare l’impatto del nucleare rispetto a quello del petrolio (pensiamo al disastro nel Golfo del Messico), del carbone o della legna. Sul piano economico, il metano è una fonte energetica costosissima, mentre con le bollette che gli italiani pagano consentirebbero alla Francia di creare un nuovo reattore ogni anno. Se quell’energia fosse prodotta in Italia, costerebbe la metà”.

Una centrale nucleare in Emilia-Romagna? “La farei”, ha risposto Filippi.



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