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Consiglio Comunale Carpi: ampio dibattito su mozione LN sugli osservatori volontari

politica2Il Consiglio comunale di Carpi di giovedì 29 ottobre ha discusso una mozione presentata dal Capogruppo della Lega nord Padania Argio Alboresi. Il documento chiedeva al Sindaco di emanare un’ordinanza in materia di pubblica sicurezza, a seguito dell’approvazione della legge 94 del 15 luglio scorso, e in particolare delle disposizioni che prevedono il possibile coinvolgimento di associazioni tra cittadini per la segnalazione agli organi competenti di situazioni di disagio sociale, i cosiddetti osservatori volontari, e i relativi ambiti di utilizzo, “magari trasformando il ruolo degli Assistenti Civici già esistenti – ha detto Alboresi – e facendoli operare in modo più capillare per il futuro”.Il dibattito è stato aperto da Andrea Bizzarri (IdV) che ha ricordato come il controllo del territorio sia di competenza statale e come al posto di queste figure non specializzate di osservatori volontari sia preferibile finanziare maggiormente le forze dell’ordine, mentre al cittadino spetta il compito di segnalare non di fare i controlli. Daniela Depietri (Pd) ha chiesto il ritiro della mozione della Lega nord Padania, “per rispetto ai poliziotti che hanno appena manifestato per denunciare la spaventosa mancanza di mezzi e le irresponsabili mancanze del Governo”. Dopo aver citato le cifre dei tagli che Roma avrebbe deciso di apportare Depietri ha sottolineato come le ronde “siano solo un proclama pubblicitario del partito di Bossi, visto che in quasi nessuna città italiana sono state presentate domande in base alle legge 94. L’emergenza paura non l’emergenza sicurezza ha creato la Lega nord. Con quale coraggio e perché chiedete al Sindaco di emanare questa ordinanza a Carpi?”.

Christian Rostovi (Popolo delle Libertà) ha criticato gli interventi dei colleghi che lo hanno preceduto ricordando come con questa mozione si chieda di dare solo la possibilità a chi vuole fare queste attività di controllo di poterle svolgere. Rostovi ha poi spiegato come in Italia ci siano più poliziotti che negli altri paesi d’Europa, e che molti di quelli assunti negli anni Sessanta e Settanta dell’emergenza terrorismo vadano ora in pensione. “La legge 94 esclude la politicizzazione delle ronde, e poi ci sono già gli Assistenti Civici che fanno più o meno le stesse cose…Guardiamo a Carpi, non sempre a livello nazionale”. Giliola Pivetti (capogruppo ApC) ha spiegato come il dibattito consiliare fosse ideologizzato e che lo Stato ha bisogno di aiuto, “tanto che la gente non si offende se qualcuno lo offre. Credo però che questa proposta sia di difficile attuazione e la legge fallirà in pratica, anche perché l’italiano non è abituato alla delazione. Per alcuni compiti però questi osservatori potrebbero essere utili, penso ad esempio ai controlli davanti alle scuole. Ci asterremo al momento del voto perché non l’applicherei se fossi Sindaco, non sono favorevole a questa legge ma non ci scandalizziamo neppure che esista e delle sue motivazioni”. Francesca Cocozza (Pd) ha equiparato dal canto suo le ronde alle camicie nere ricordando come il Governo Berlusconi “abbia vinto le elezioni grazie alla paura creata nei cittadini. La vera sicurezza non è la paura del diverso o il controllo dell’ordine pubblico ma la non precarietà. Il volontariato deve essere usato per altre cose, il senso civico e la solidarietà per il controllo del territorio sono più utili”. Massimo Pollastri (Lega nord Padania) ha invece ricordato come questi osservatori volontari debbano sottostare in base alla legge che li definisce a tantissime prescrizioni, ribadendo che il Sindaco deve solo dire se vuole avvalersi di queste figure o no.

Lorenzo Paluan (Lista civica Carpi a 5 stelle-beppegrillo.it-Prc) ha poi preso la parola in aula per dire come questa legge sia la bandiera ideologica della maggioranza di governo. “Le ronde sono contrastate da tutte le forze dell’ordine, inutili e non legate ai dati statistici. Si dimentica come la criminalità organizzata e non Stato o forze dell’ordine controllino metà del territorio italiano – ha detto – Strumenti sicuritari sono anche però le ordinanze come quelle sul decoro dei parchi emesse da questa Giunta: diciamo no ai dilettanti allo sbaraglio e alla sovraesposizione mediatica della criminalità”. Paolo Zironi (Pd) ha poi ricordato il valore del volontariato cittadino, che già funge da osservatore indiretto del fenomeno sul territorio. “Consiglio il Sindaco di non avvalersi della facoltà prevista da questa legge, non mi sembra necessaria per Carpi”. Claudio Cavazzuti (Pd) ha poi ricordato da ex carabiniere impegnato nell’operazione Vespri siciliani come il centro sinistra sia solidale con le Forze armate mentre Roberto Benatti (Popolo delle Libertà) ha invece anch’egli ribadito come il dibattito avesse preso una piega troppo ideologica, rispetto al merito della richiesta della mozione presentata da Alboresi. “Siamo sempre stati la terra del volontariato ma anche qui ci sono difficoltà e io mi sentirei più tranquillo con le ronde. Molte volte basta poco per realizzare qualche risultato e gli osservatori volontari non credo che possano portare a pericoli di una degenerazione, potrebbero servire…integrerei piuttosto la mozione con un regolamento adeguato sul tema a cura della Giunta”. Davide Dalle Ave (Capogruppo Pd) ha sottolineato in primis come anche a Carpi gli organici delle forze dell’ordine siano sottodimensionati, e come “il Governo non stia dando le risposte concrete che gli competono e fomenti talvolta la paura senza dare speranze”. Dopo aver ricordato quanto fatto dal Comune nel campo della sicurezza Dalle Ave ha concluso il suo intervento ricordando come ente locale e Stato abbiano ruoli e responsabilità differenti e come il secondo non debba scaricare sul primo le proprie, anche nel campo dell’ordine pubblico.

Il Vicesindaco e assessore alla Sicurezza Lorena Borsari ha infine rammentato come la Legge 94 indichi come una facoltà del Sindaco quella di ricorrere a queste associazioni di osservatori volontari, e come il questore Margherito abbia recentemente spiegato come i reati rispetto all’anno scorso siano diminuiti citando numeri e casistiche. “Questa legge sta poi creando conflitti di competenze tra Stato e Regioni, anche con l’Emilia Romagna, che è ricorsa alla Consulta proprio sull’articolo 3…una normativa facoltativa dunque, a rischio illegittimità e con prospettive incerte”. Dopo aver citato l’elenco delle località nelle quali non sono giunte richieste di autorizzazione alle Prefetture, tra le quali tutte quelle modenesi, Borsari ha ricordato come agli 80 Assistenti civici delle Terre d’argine presto se ne affiancheranno altri 40. “Queste figure, che hanno seguito un corso tenuto dalla Polizia municipale, hanno aumentato il senso di sicurezza della gente: 86 a fine settembre sono state le segnalazioni giunte alla Centrale operativa di via Tre Febbraio, anche se io dico che i migliori vigilantes sono 67 mila cittadini responsabili. Le ronde sono una situazione medievale che non educa alla convivenza”.

Il consigliere Benatti è poi intervenuto di nuovo per chiedere di regolamentare il diritto egli assessori a intervenire nel dibattito sulle mozioni e a lui ha risposto il Presidente del Consiglio comunale Giovanni Taurasi spiegandogli come questo sia stato sancito già nella legislatura passata. Argio Alboresi in sede di replica ha spiegato di avere chiesto presentando la sua mozione “una cosa minima. Voi – ha detto rivolto alla maggioranza – gli Assistenti civici ve li fate da soli ma non volete le ronde anche davanti all’evidenza. Siete in minoranza nel paese e a Carpi rappresentate solo il 56 dei votanti…”

La mozione in discussione ha visto il voto favorevole di Pdl e Lega nord Padania, l’astensione di ApC e il voto contrario di Pd, IdV e Lorenzo Paluan.

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