Sassuolo: la questione Marazzi approda in Parlamento


marazzi_1L’Onorevole del Pdl Tommaso Foti ha presentato ieri al Ministro per lo sviluppo economico un’interrogazione parlamentare sulla ‘vertenza Marazzi’. “La questione Marazzi – commenta il Sindaco di Sassuolo Luca Caselli – non riguarda solamente i lavoratori indicati in esubero da parte dell’azienda, ma in più larga scala coinvolge tutto un sistema economico che necessita di una continua attenzione da parte delle Istituzioni per essere aiutato a superare un periodo di difficoltà che si protrae da troppo tempo e che, almeno dal punto di vista occupazionale, ancora per diverso tempo è destinato a proseguire”.

“Davanti ai cancelli della Marazzi – prosegue il Sindaco Luca Caselli – il primo giorno di sciopero ho promesso ai manifestanti che avrei interessato e coinvolto tutte le Istituzioni, in ogni ordine e grado. In quest’ottica ho chiesto all’Assessore regionale Campagnoli di attivare un tavolo di discussione così come venne fatto a febbraio per il caso Iris, in quest’ottica ho sollecitato l’Onorevole Foti ad interessare il Governo attraverso un’interrogazione parlamentare che puntualmente è arrivata. Fermo restando che le trattative – conclude il Sindaco di Sassuolo Luca Caselli – è bene proseguano a livello sindacale, è altrettanto doveroso che il Governo sia messo al corrente dell’ennesima situazione di disagio in cui versa una delle più illustri aziende di un settore che tanto ha dato e altrettanto ancora potrà dare all’economia nazionale”.

Questo il testo dell’interrogazione

“Il gruppo Marazzi ha recentemente prospettato un piano di riorganizzazione che prevede la chiusura degli stabilimenti di Jano, in comune di Scandiano (Reggio Emilia) e di Sassuolo (in provincia di Modena);

in ragione di detta scelta si avranno oltre 350 esuberi e i 150 dipendenti dello stabilimento di Jano verranno posti, per un periodo di 12-24 mesi, in cassa integrazione guadagni straordinaria;

al termine di detto periodo solo alcuni di essi verranno riposizionati in altri stabilimenti, mentre per la maggior parte la prospettiva è quella del licenziamento;

gli effetti della detta decisione appaiono tanto più gravi in relazione alla generale situazione di crisi che investe il comparto industriale della ceramica, circostanza che rende difficile la ricollocazione presso altre aziende del territorio dei lavoratori che qui interessano;

l’intero settore sta subendo infatti, ormai da anni, l’aggressività di operatori esteri, soprattutto dei mercati asiatici, che riescono sempre più a conquistare consistenti quote di mercato interno e internazionale, ricorrendo a bassi costi di produzione ed alla falsificazione degli stili tradizionali italiani;

risulta insediato presso il Ministero dello Sviluppo Economico il nuovo Consiglio Nazionale della Ceramica, avente il compito di tutelare la produzione e il patrimonio storico culturale della ceramica artistica e della ceramica industriale, particolarmente colpite dalla crisi dei mercati internazionali (il 72 per cento della produzione viene esportato);

in tale ambito risulta istituito un «Osservatorio permanente» per monitorare l’andamento del mercato;

se, in relazione alla vicenda sopra rappresentata, sia stata o meno sollecitata al Ministero dello Sviluppo Economico la convocazione di un «tavolo di crisi» per affrontare le problematiche della società in questione;

se, in ogni caso, il Ministero dello sviluppo economico, intenda monitorare l’evolversi della vicenda, e sia disponibile all’apertura di un «tavolo di confronto», con l’obiettivo di trovare soluzioni tali da scongiurare la chiusura degli stabilimenti e di creare le condizioni necessarie affinché il Gruppo Marazzi possa proseguire la propria attività”.