pdSi è parlato e discusso molto di comunità, in questi giorni, dei suoi valori fondativi e dei suoi ostacoli, del suo antico ma difficile cammino di realizzazione. Diverse voci, di diversa cultura e impostazione, hanno dato un contributo profondo alla riflessione che vede coinvolti tutti, soggetti attivi della comunità, amministratori e amministrati. Diverse voci, dal teologo all’economista al sociologo…, hanno sottolineato come sia indispensabile tenere accesa la fiaccola della solidarietà, della comunione, della carità e, soprattutto, del dialogo….Sin dalla sua fondazione, la comunità si è espressa nell’agorà, nella piazza: è cresciuta e si è sviluppata nella discussione e nel confronto aperto tra diverse posizioni.

Tutto questo a Sassuolo è avvenuto, ma purtroppo è stato anche contraddetto dall’atteggiamento del primo cittadino che domenica, durante l’ultima lezione magistrale, con un gesto clamoroso ha abbandonato il tavolo del relatore in aperto disaccordo con quanto si stava dicendo. Un gesto scortese, se fatto in sedi non istituzionali; gravissimo, se chi lo compie rappresenta la comunità ospitante.

Alcune riflessioni: quando si invita un’autorità del calibro di Carlo Sini bisognerebbe avere l’umiltà intellettuale di ascoltare, anche quando fa affermazioni provocatorie; peraltro, il relatore aveva preventivamente avvertito l’uditorio che quanto andava dicendo ( sullo scarso rispetto per la cultura e sulla libertà di stampa) era una sua posizione personale di cui si assumeva tutta la responsabilità. Agli ascoltatori più attenti non è sfuggito che le sue osservazioni facevano riferimento all’intero panorama politico, come gli applausi dell’una e dell’altra parte hanno testimoniato. Perciò difendere il gesto del Sindaco come manifestazione corretta di disaccordo, come fa l’assessore Cuoghi, vuol dire avere un’idea totalmente travisata di cosa sia la correttezza istituzionale.

In secondo luogo, a un pubblico dibattito la propria posizione può essere sempre espressa: in diverse occasioni, durante questo stesso festival, il pubblico è intervenuto anche per esprimere posizioni differenti: questa è la filosofia, questa è la ricchezza del confronto. Questo, e non i suoi gesti plateali, ci saremmo aspettati dal Sindaco.

In terzo luogo, chi ritiene che un argomento filosofico come quello della comunità non avrebbe dovuto avere implicazioni politiche, non ha capito il tema, e dimostra una colpevole superficialità: come si può parlare di polis, cioè di democrazia, di etica, di comunanza ( sono i titoli di alcune lezioni magistrali) senza intenderli in senso politico? Come si può affrontare in astratto questi temi senza che inevitabilmente emergano riferimenti a ciò che viviamo? L’importante è che venga garantita a tutti libertà di pensiero e di espressione.

In ultimo luogo, colpisce l’arroganza di chi vorrebbe zittire il dibattito, e disertare il confronto, mentre contemporaneamente si snocciolano i numeri da record delle presenze. La filosofia va bene quando permette di fare cassa, mentre diventa pericolosa quando solleva degli interrogativi?

Gruppo consigliare Partito Democratico di Sassuolo



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