I dati del rapporto immigrazione 2008 del distretto carpigiano


stranieriA Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera abitano sempre più cittadini stranieri, l’11% del totale della popolazione residente. Lo confermano i dati contenuti nel sedicesimo Rapporto sui cittadini stranieri nel distretto di Carpi, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa e che riporta i dati del 2008. In particolare sono 11165 gli immigrati residenti nel distretto alla data del 31 dicembre scorso, con un incremento del 15% rispetto al 2007 e del 74% nel corso degli ultimi 5 anni. Un aumento dovuto alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri degli ultimi anni, alle persone che il mercato del lavoro continua a richiedere, anche se ultimamente si nota un calo degli arrivi, e infine ai ricongiungimenti familiari.

Si conferma poi per il 2008 (per il 2009 si vedrà) un dato emerso nei Rapporti precedenti: la popolazione immigrata tende a stabilirsi in modo permanente nel nostro territorio, che attrae perché capace di offrire lavoro e una rete di servizi in grado di rispondere alle richieste dei nuovi cittadini. Gli immigrati dunque tendono a riunire la famiglia: i ricongiungimenti determinano una maggiore stabilità, favoriscono l’integrazione e cambiano in parte l’aspetto dell’immigrazione, aumentando infatti il numero dei minori e delle donne. Nell’ultimo anno è incrementato ancora il numero dei cittadini provenienti dai paesi dell’Est, comunitari ed extracomunitari, Romania, Moldova, Ucraina in testa, mentre rallenta l’arrivo di immigrati nordafricani, a differenza del flusso di quelli che giungono dal continente asiatico, Pakistan e Cina in testa.

A Carpi i cittadini stranieri residenti al 31 dicembre 2008 erano 7573, l’11.3% sul totale. Le comunità più numerose in città sono quelle pakistana (1824), tunisina (963) e marocchina (863). 498 i cinesi superati dai 563 romeni, 349 gli indiani, 335 i moldavi, mentre tra i 270 e i 284 membri contano le comunità ucraina, turca, e albanese. Nelle scuole della città dei Pio sono 223 i bambini immigrati iscritti a quelle d’infanzia, 548 alle primarie, 327 alle secondarie di primo grado, 351 alle superiori. Nel distretto gli iscritti stranieri alle scuole di ogni ordine e grado sono 2051, il 15% del totale, raggiungendo però il 24% a Novi. Campogalliano registrava alla fine dell’anno scorso invece la presenza di 868 stranieri, il 10.4% sul totale dei residenti, da Marocco, Tunisia e Turchia principalmente, Novi di Modena alla stessa data ne contava 1590, il 14,1%, di cui 539 cinesi e 323 pakistani; Soliera infine 1134, il 7,5%, indiani, marocchini, romeni e tunisini in primo luogo.

Il Rapporto sui cittadini stranieri del Distretto è stato realizzato dal Centro servizi per l’immigrazione del Comune di Carpi in base ai dati forniti dalle Anagrafi comunali, dal Centro Elaborazione dati del Comune di Carpi e dagli assessorati alle Politiche Sociali e all’Istruzione dei quattro comuni coinvolti. Lo si può richiedere agli assessorati sopra citati.

Dichiarazione dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Carpi Miria Ronchetti

La pubblicazione del Rapporto è occasione di riflessione sui cambiamenti cui è soggetto il nostro tessuto sociale e quindi sui migliori programmi finalizzati allo sviluppo dell’integrazione dei nuovi soggetti, alla promozione di comunità sostenibili, fondate sulla coesione sociale. Occorre essere consapevoli che il cambiamento investe tutti i residenti, italiani e stranieri, le forze sociali, economiche e politiche esistenti sul territorio: solo una politica attenta e un sistema integrato di legalità, aiuto e sicurezza potranno consentire di combattere fenomeni di esclusione sociale delle fasce deboli di popolazione, di incomprensioni e conflittualità fra i diversi gruppi sociali. Non aiuta nel perseguimento degli obiettivi il contesto normativo nazionale che pone sempre più ostacoli concreti all’integrazione, peraltro compensato sia dalla normativa regionale, più attenta ai nuovi fenomeni migratori e alle migliori misure per governarli, sia dalla multiforme e attiva realtà locale.

I dati contenuti nel Rapporto confermano la tendenza all’aumento della popolazione migrante nell’ambito del Distretto di Carpi, nonché il potenziamento dei servizi resi da istituzioni e altri organismi sociali volti a favorire la sua integrazione, a individuare i modi per rendere armonica la convivenza laddove si creano conflitti, intervenire per sanzionare fenomeni di intolleranza e discriminazione.

Pur nella limitatezza delle risorse, nell’ottica della positiva collaborazione tra enti locali, Terzo settore e istituzioni, la governance delle politiche di integrazione si pone obiettivi ambiziosi:

• favorire l’integrazione attraverso l’apprendimento della lingua italiana e la conoscenza delle regole di convivenza sociale: principi di educazione civica e di organizzazione dei servizi,

• promuovere la coesione sociale attraverso la responsabilizzazione e la definizione di un “patto di convivenza” tra stranieri, italiani e istituzioni: alla base di ciò è necessario porre la conoscenza e il rispetto dei doveri e dei diritti previsti dalla Costituzione Italiana e dalle leggi,

• contrastare con decisione fenomeni di razzismo e/o discriminazione che purtroppo si manifestano anche nella nostra realtà e non devono essere sottovalutati: le specificità culturali e l’”identità” devono essere occasione di reciproco arricchimento e non di arroccamento su posizioni discriminatorie e xenofobe.

A ben guardare il dato unificante di tutti gli obiettivi di integrazione che le istituzioni locali si pongono è dato dalla conoscenza e dal rispetto dei doveri e dei diritti che scaturiscono dalla Costituzione, dalle leggi e, in generale, dalle regole. A tale profilo si dedicano risorse e impegno, con particolare attenzione alla condizione femminile che, nelle comunità dei migranti, presenta spesso situazioni di criticità sulle quali si crede di poter intervenire.