Bologna: l’Università studia Tiziano Motti

Per politologi, esperti di comunicazione e sondaggi Tiziano Motti, presidente dell’associazione Europa dei Diritti e candidato alle elezioni europee del prossimo 6 e 7 giugno, è un fenomeno da studiare e mettere sotto la lente d’ingrandimento per i suoi caratteri di grande novità. Ad interessarsi del “fenomeno Motti” è ora un ricercatore senior dell’Università di Bologna.


Lo studioso si è infatti rivolto alla società Piramix, l’istituto di ricerche e sondaggi attivo dal 2000, per realizzare una tesi. Perché in mezzo a tanti candidati Tiziano Motti suscita interesse? Catia Iori, presidente di Piramix, risponde così: «A fare discutere è il fatto che Motti si è candidato senza alcuna benedizione politica, in totale assenza di un simbolo elettorale e senza alcun riferimento ideologico. Non era mai accaduto».

Una apparente stranezza che dimostra la peculiarità del candidato. Motti infatti ha deciso di misurarsi con la politica portando prima di tutto di fronte agli elettori la sua esperienza personale di editore e presidente di una associazione in prima linea nella difesa dei diritti dei cittadini. A partire da questo patrimonio personale di impegno e di valori ha chiesto ai cittadini di dargli fiducia prima ancora che qualche partito o schieramento si accorgesse di lui e decidesse di metterlo in lista.
Un percorso iniziato nelle prime settimane del 2009 quando Motti chiese ai soci di Europa dei Diritti un parere sulla sua idea di candidarsi: una consultazione su internet che ebbe molto successo. In quella occasione il presidente pose un quesito che provocò non poco stupore: «Per quale schieramento a suo avviso dovrei presentarmi?».
Questo esordio annunciava un esperimento innovativo, con una presa di distanza dagli schemi ideologici in nome dell’impegno concreto su alcuni temi. Tiziano Motti, che non ha mai nascosto la sua simpatia per Silvio Berlusconi, ha conquistato la fiducia del Pdl e sarà inserito nelle liste del centrodestra per il Parlamento europeo.
Le “anomalie” del candidato, almeno rispetto agli standard della comunicazione politica, hanno spinto il ricercatore di Bologna a studiare Motti e seguire con attenzione quello che avverrà fino alle elezioni di giugno. Questa esperienza confluirà poi in una tesi di dottorato destinata molto probabilmente ad essere pubblicata. Comunque sia per gli addetti ai lavori Motti rappresenta già un caso di studio. «E’ la prima volta – dice Catia Iori – che in una competizione elettorale, con uno sbarramento al 4% che impedisce alle liste civiche di presentarsi, un candidato nuovo e per molti sconosciuto si propone agli elettori senza simboli elettorali e senza un orientamento politico definito, anche se di fatto il suo modo di comunicare rimanda a Berlusconi. Queste circostanze hanno evidentemente provocato interesse da più parti».